giovedì 15 luglio 2010

La storia di Fido, l'Hachiko Italiano

Girovagando ho trovato questo filmato interessante e altrettanto commovente.
 Parla di una storia vera e documentata ,  successa quì in italia....





Ecco l'Hachiko italiano 
cane campione di fedeltà






BORGO SAN LORENZO - Il monumento è davanti al municipio, proprio sotto la lapide che ricorda il "conte Francesco Pecori Giraldi/colonnello della Milizia Toscana". È un cane in bronzo che guarda in alto e sembra annusare l'aria, per riconoscere l'odore del suo padrone. "A Fido, esempio di fedeltà". Passa un bambino - avrà dieci anni - con mamma e fratellino in passeggino. "Ciao Fido", dice. Il bimbo conosce già la storia, presto la racconterà al piccolo che ha ancora il ciuccio. "Fido era un cane molto buono che per 14 anni ha aspettato invano il suo padrone. Per cinquemila volte è andato ad attenderlo alla corriera".

Due storie si incrociano, come in un gioco di specchi, in questo 30 dicembre. Esce nelle sale italiane il film "Hachiko, il tuo migliore amico", con Richard Gere. Narra una storia accaduta in Giappone fra le due guerre mondiali. Un professore universitario adotta un Akitainu di colore bianco (lo chiama Hachiko) e questo ogni giorno lo accompagna alla stazione di Shibuya. Al pomeriggio il cane è lì ad attendere il suo ritorno. Il professore muore e Hachiko, per dieci anni, va alla stazione ogni giorno alle 15, puntuale. Quando muore, gli dedicano un monumento. Sempre oggi, nella sala del Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo il sindaco Giuseppe Bettarini riunirà gli scolari delle elementari per ricordare assieme a loro il bombardamento del 30 dicembre 1943, che provocò 103 vittime. Fra di loro - e qui le storie si incrociano - anche l'operaio Carlo Soriani, il padrone di Fido. Per la prima volta, nel penultimo giorno del 1943, il cane attese invano il ritorno dell'uomo.

Il bastardino toscano, bianco con macchie nere, con l'arrivo del "collega" giapponese sugli schermi, forse verrà chiamato "l'Hachiko italiano". Ma Fido già era famoso quando ancora era in vita, con i settimanali che gli dedicavano le copertine. La Domenica del Corriere, Gente e Grand Hotel fra il 1957 ed il 1958 fecero commuovere milioni di italiani con "la storia della fedeltà di un cane".

"Era una fredda sera dell'inverno 1941 quando Carlo Soriani sentì un guaito...". L'operaio sta tornando da San Lorenzo alla sua casa nella frazione di Luco. Nel greto di un torrente trova un cucciolo ferito. Lo porta a casa, diventa "suo". Non è bravo a caccia, il cagnolino. Fido non sa nemmeno fare la guardia. Ma ogni mattina alle 5,30 sveglia il padrone, e assieme vanno alla corriera. Alla sera, alle 19, il cane è lì in piazza. A volte il padrone scherza, non scende dalla corriera. Il cane sale e lo va a cercare, nascosto dietro un sedile. Questo per due anni, fino alla sera del 30 dicembre, quando le bombe distruggono la fabbrica dove lavora il padrone. "Fido, fedele al suo appuntamento, era lì ad aspettare anche quella sera. Gli operai scesero in silenzio, con facce pallide... Fido esaminò uno ad uno tutti i viaggiatori poi saltò sulla corriera e invano cercò fra i sedili Carlo Soriani. Tornò a casa da solo e la famiglia Soriani capì che Carlo non sarebbe più tornato".

In pochi giorni, nella piazzetta di Luco, tutti notano questo cane che aspetta. "Da allora, puntualmente, ripeté ogni pomeriggio per quasi quattordici anni questo suo viaggio da casa alla piazza. Il giorno lo passa sul cocuzzolo davanti a casa, con il naso in su, rivolto verso Borgo San Lorenzo. Anche negli ultimi anni di vita, quando le zampe non lo sorreggevano più, con gli occhi annebbiati, le orecchie ciondoloni, era sempre lì ad aspettare". 


Il sindaco di Borgo ordina che Fido sia esentato dalla tassa sui cani e che possa circolare liberamente senza museruola. Il 9 novembre 1957 il cane viene premiato con una medaglia d'oro, durante una cerimonia in Comune. L'annuncio della sua morte - avvenuta l'8 giugno 1958 - viene dato da "La Nazione" a quattro colonne. "Fido è morto. Sarà sepolto all'esterno del piccolo cimitero di Luco di Mugello dove riposano le spoglie del suo padrone". "Fido è stato trovato morto sul ciglio di un podere ieri alle sedici, poco lontano dalla sua casa di Luco di Mugello. La scoperta l'hanno fatta due ragazzini che tornavano da scuola. Lo hanno riconosciuto subito e sono corsi a dare la notizia alla signora Soriani, che è scoppiata in lacrime. In breve, gli abitanti del borgo erano radunati quasi al completo intorno al povero corpicino inerte, semi nascosto dall'erba alta". Pochi mesi dopo è stato inaugurato il monumento, opera dello scultore Salvatore Cipolla.


"Oggi - dice il sindaco Giovanni Bettarini - parlerò agli scolari di Fido e del suo padrone morto sotto le bombe. È un modo per ricordare la nostra storia". I bambini che non abitano qui scopriranno invece Hachiko al cinema, e penseranno che storie così possano accadere solo dall'altra parte del mondo.





Fido, cane fedele, è tornato alla ribalta. Un articolo su Repubblica , legato all’uscita del film, “Hachiko, il migliore amico” con il noto attore Richard Gere, film che racconta la storia di un cane, che una volta scomparso il padrone lo attese per dieci anni alla stazione, puntuale come sempre alle ore 15, rievoca, con molti dettagli, la storia del cane mugellano, del tutto simile a quella del film. Merita dunque ricordarla anche qui.
Particolare dell’articolo di Amilcare Giovannini su la Nazione ( giugno 1958) che ricorda la morte di Fido.Tutto iniziò nel 1953 quando Amilcare Giovannini, noto giornalista e scrittore, portò a conoscenza sulla cronaca locale de " La NAzione", di cui era collaboratore dal Mugello, questa incredibile storia di fedeltà di un animale verso l’uomo, che gli era stata raccontata da alcuni amici di Luco di Mugello. Quest’uomo era Carlo Soriani, all’epoca operaio alle Fornaci di laterizi Brunori di Borgo San Lorenzo, che morì nel terribile bombardamento aereo del 30 dicembre 1943, quando un nugolo di bombe dei B/25 alleati distrusse una parte della cittadina mugellana causando 109 morti.


Il suo cane ,Fido,  lo attendeva sempre nella piazzetta di Luco e quando arrivava la corriera ci saliva sopra e questo, per tanti anni; la sua fedeltà emozionava e faceva commuovere tutti. Gli articoli di Giovannini  su " La Nazione" ebbero vasta eco, anche in vari Paesi d’Europa, e quando (1957) venne inaugurato il monumento in ceramica dello scultore Salvatore Cipolla (venne spaccato dai soliti imbecilli e fu rifatto in bronzo), tutti i giornali parlarono di questo evento e quel giorno restò memorabile.
Il giorno dell’inaugurazione del monumento in piazza Dante; Fido con la vedova Soriani in basso attorniato da tanta gente.(Foto Barletti)  Fido in braccio alla vedova di Carlo Soriani, il sindaco Graziani, Amilcare Giovannini, lo scultore Salvatore Cipolla, tante autorità, i bambini delle scuole elementari, molti giornalisti di grandi testate italiane ed estere erano presenti a questa cerimonia. Fido si pose all’attenzione di tutto il mondo, un cane, un bastardino, fedele fino all’ultimo. In Olanda un grande scrittore, Peter Van Steel, scrisse la sua storia nel maggiore quotidiano di Amsterdam, così uno scrittore di Parigi, Jean Marie Còlaudes, addirittura in Giappone gli dedicarono un ampio spazio sia sui giornali che nelle reti televisive.

Fido viene sepolto al limite del cimitero di Luco di Mugello.Quando lo trovarono morente sul ciglio della strada vicino al cimitero, mentre andava nella piazzetta ad attendere il padrone, si chiuse per sempre questa straordinaria storia di amore e di fedeltà.                    Aldo Giovannini

4 commenti:

  1. Che storia!!!
    Affetto e fedeltà sono incondizionati nei cani, quanto amore si meritano da parte nostra per tutto quello che ci danno.

    Buona domenica.

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  2. hai pienamente ragione gabriella....è davvero una storia stupenda e l'amore che sanno darci è un grande dono....ti abbraccio

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  3. Ciao, sono passata a farti una visita, anche per ringraziarti del tuo commento che mi ha fatto molto piacere... il tuo blog è molto interessante, ho letto anch'io la storia di Fido che non conoscevo, conoscevo solo quella di Hachiko...sono entrambe storie molto commoventi, speriamo che chiunque leggerà questo post capisca, se ancora non l'ha fatto, che gli animali sono capaci di soffrire e amare come (se non di più) di noi, e che vanno rispettati!
    Un bacione e buona giornata
    Giada

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  4. @ Giada : grazie per la visita ... è stato un piacere passare dal tuo meraviglioso blog.
    Un abbraccio

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